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Il risparmio

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Fonte: www.korazym.org – Giornale non profit on-line
Tratto da un articolo di Simone Baronia

Anni fa, quando si  andava a scuola la maestra ci insegnava che il 31 ottobre era la giornata del risparmio. Una giornata di sensibilizzazione per essere parsimoniosi e sobri, vivere bene il nostro rapporto con il denaro, non spendere oltre le nostre capacità, mettere da parte i nostri soldi per costruire qualcosa di grande. Insomma, non sperperare per le inutilità.

Poi venne la ‘finanza creativa’, per cui valeva il concetto che chi più spendeva più stava bene. Il consumo diventava sempre più la misura del benessere delle persone. E la cultura del risparmio è via via passata in secondo piano sino all’attuale situazione di oblio culturale in cui si trova. Oggi tutta la pubblicità è incentrata sul consumo a tutti i costi e chi parla di educazione alla sobrietà è tacciato di oscurantismo.
Ma qualche voce si sta alzando, anche significativa come Vittorio Pelligra, ricercatore di economia politica presso l’Università di Cagliari, che sottolinea la necessità di ritornare alla fiducia nei risparmi.

Oggi, il problema è anche educativo: non insegniamo ai nostri ragazzi il bisogno del risparmio e della parsimonia. Eppure è una delle virtù. Il catechismo della Chiesa cattolica al n. 1089 recita: "La temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati… La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio istinto e la propria forza assecondando i desideri del proprio cuore… Nel nuovo testamento è chiamata moderazione o sobrietà. Noi dobbiamo vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo".

Il prof. Luigino Bruni, docente di Economia Politica all’Università Bicocca di Milano, afferma: "Dietro questa crisi c'è anche una crisi morale, che riguarda anche il nostro rapporto con i beni e gli stili di vita. L'indebitarsi (negli USA ma sempre più in tutto il mondo opulento) ben oltre le possibilità reali di reddito, è una forma di doping simile a quella di cui sono preda i ‘giocatori d’azzardo’ della finanza. Indebitarsi per il consumo è atto ad altro rischio, poiché mentre l’indebitamento per un investimento è sano e naturale, fondato sull’ipotesi che se l’investimento è buono il valore aggiunto remunererà anche l’interesse bancario, indebitarsi per vacanze esotiche o case di lusso può essere un atto simile a quello di Pinocchio che, seguendo i consigli del Gatto e la Volpe, seminava denaro sperando di vederlo un domani crescere moltiplicato sugli alberi. Nessuno, ovviamente, vuol negare che entro certi limiti il debito delle famiglie possa essere virtuoso per l'economia e per il bene comune. Ma è ancora più vero che la banca che presta troppo e alle persone sbagliate non è meno incivile di quella che presta troppo poco alle persone giuste. Se banchieri e consulenti finanziari si comportano come novelli Gatto e Volpe, tutti alla fine vivranno, diversamente dalle favole, ‘infelici e scontenti’.
E ancora: "Questa crisi sta rimettendo in discussione il sistema degli incentivi e dei valori in gioco, anche puramente economici. Come è avvenuto tante volte nella storia, un cambiamento climatico può determinare l'estinzione di grossi mammiferi e lo sviluppo di organismi più piccoli e agili, che nel precedente clima apparivano svantaggiati. Se questa crisi, nonostante la sua gravità e il grande dolore che sta procurando (i soldi sono importanti quando servono per poter vivere), può servire a dar vita ad un nuovo patto sociale planetario per una economia più etica, amicale e aperta alla gratuità, allora sarà stata una felix culpa. Se invece guardiamo nelle nostre comode case i dibattiti televisivi sulla crisi, alternando le notizie sui crolli di banca all’attesa per le colossali vincite all’enalotto, convinti che la colpa è soltanto dei cattivi Gatto e Volpe di Wall Streat o di Piazza Affari, allora tra qualche mese dimenticheremo tutto, e ci ritufferemo nel doping del consumo".

Non si vuole demonizzare l’indebitamento ma, da sempre, Eticredito lega le domande di prestito al motivo per il quale vengono richieste e finanzia solo i bisogni primari della famiglia.
Tra i valori fondanti della banca c’è la promozione del risparmio come corretta leva dello sviluppo economico di un territorio e oggi vogliamo riaffermare questa felice intuizione.







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