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Il microcredito mi ha salvato la vita

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Fondazioni, banche, Enti e associazioni sempre più attive nel sostegno a soggetti a rischio esclusione sociale, attraverso progetti di microcredito.
E’ il quadro emerso dal convengo “Il microcredito mi ha salvato la vita” organizzato da Fondazione Cariplo e ACRI nell’ambito del Meeting di Rimini a cui ha partecipato anche Eticredito.

Negli ultimi due anni il microcredito in Italia è cresciuto del 500% (fonte Fondazione Giordano dell’Amore), un dato particolarmente significativo per una pratica diffusa, fino a poco tempo fa, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, ma che sembra aver creato negli ultimi tempi un filone italiano.

I più recenti andamenti dell’economia nei paesi occidentali hanno, infatti, ampliato la fascia di coloro che corrono il rischio di cadere in povertà a causa di difficoltà potenzialmente transitorie, che non riescono a fronteggiare con l’aiuto del credito tradizionale, in quanto sono considerati soggetti non “bancabili”: o perché non sono in grado di fornire adeguate garanzie di solvibilità o perché, per le loro dimensioni contenute, i crediti richiesti non risultano appetibili per le banche convenzionali, che ne riscuoterebbero interessi non sufficientemente remunerativi dei costi di gestione del servizio di credito.
Ecco dunque che anche in Italia il microcredito ha avuto un vero e proprio boom, rappresentando un’opportunità per chi vive il dramma della precarietà per ripartire da zero anche nel nostro contesto.
Il trend di crescita che ha caratterizzato il panorama italiano è confermato anche a livello della Provincia di Rimini dall’andamento dei microcrediti concessi da Eticredito.

Eticredito nel 2009 ha infatti destinato il 6% dei propri impieghi a progetti di microcredito, in termini numerici, più del triplo rispetto all’anno precedente, il quintuplo in termini di importi erogati. Nel 2009 le famiglie coinvolte nei progetti di microcredito avviati da Eticredito in collaborazione con Enti e associazioni territoriali sono state 504 per un totale di 1.385.400 euro di prestiti erogati.

Il microcredito rappresenta oggi una risposta efficace ad un’emergenza sociale, ma si tratta di un’attività tutt’altro che semplice.
Per il buon funzionamento di un progetto di microcredito è necessaria la collaborazione tra diversi soggetti capaci di svolgere essenzialmente tre funzioni – sottolinea Luca Remmert Vicepresidente della Compagnia SanPaolo – “la prima è quella di antenna sul territorio, che intercetta le persone e i loro bisogni (è il ruolo delle grandi reti sociali diffuse), poi ci vuole un “tutor” che costruisca e segua la persona nell’accesso e nella gestione del prestito. Infine occorre una struttura finanziaria che eroghi e amministri il credito con criteri professionali. In questo triangolo le fondazioni possono giocare un ruolo privilegiato: sono esse stesse grandi “fari” territoriali; possono supportare la nascita di agenzie-tutor e possono erogare mezzi che garantiscono presso gli intermediari la concessione di microcrediti a condizioni effettive e proprie.”





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