Eticredito Banca Etica Adriatica SPA

Pensiamo a voi prima che alla banca.

Dicono di noi ''Eticredito aumenta gli impieghi del 22%''

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Si fa largamente sentire la crisi sulle famiglie riminesi oltre che sulle imprese, e in generale sull’intero tessuto sociale.
Un indicatore in questo senso viene dall’attività di Eticredito, la Banca Etica Adriatica con sede e sportelli in via Dante, aperta nel 2006 con lo scopo di gestire risorse finanziarie “orientando risparmi e disponibilità verso la realizzazione del bene comune della collettività”, come dice lo statuto fondativo.

Oggi Eticredito fa microcredito sociale per la fetta maggioritaria, il 57%, dei beneficiari degli impieghi. Beneficiari il cui numero si è ingrossato nel corso del 2011 rispetto alla tendenza degli anni precedenti: sono 286 a novembre, erano stati 115 nell’intero 2008, anno in cui scoppiò la crisi, per diventare 289 a fine 2010.
Il microcredito alla famiglia (dall’inizio dell’attività 1.278 beneficiari per un totale di 2 milioni 65 mila euro erogati) viene effettuato mediante il “filtro” dell’Associazione Famiglie Insieme della Caritas diocesana. Ci sono poi i 174 beneficiari del Fondo antirecessione provinciale (702mila euro erogati), altra iniziativa degli enti locali che per l’attuazione si appoggia sull’istituto di via Dante, e i 141 del programma “Sostegno all’affitto” del Comune di Rimini (erogati 237mila euro). Con Confindustria è attivo il fondo di garanzia EffeGiDi per i dipendenti delle aziende (252mila euro prestati), mentre per la Antonelli è stato fatto l’anticipo cassa integrazione (148mila euro).

Tornando all’aiuto alle famiglie, il prestito è in media di 1.600 euro per sostenere le difficoltà nel pagamento di affitto, utenze e cure mediche: ne beneficiano al 50% immigrati, l’altra metà italiani, i “nuovi poveri”.
A novembre siamo a quota 450mila euro, il 2009 si chiuse con 344mila euro.
“Non si tratta di beneficenza né di assistenzialismo  - sottolinea il dirigente di Eticredito Massimo Manduchi -,ma di aiuto a superare una temporanea difficoltà, ad esempio le bollette”.
E le restituzioni? “La percentuale di insolvenza del 20% è quella fisiologica nel microcredito sociale”. A partire dal 2010 gli impieghi (circa 29,2 mln) hanno superato la raccolta diretta (28,3 mln), e la forbice si sta allargando nel 2011 (34,2/28,3) proprio per l’aggravamento della crisi economica. “Crediamo molto nel nostro ruolo sociale - spiega Manduchi - al punto che abbiamo cominciato a usare per gli impieghi, aumentati del 22%, anche una parte del nostro capitale sociale”.

Il punto allora è far crescere la raccolta: di qui l’invito di Manduchi alla cittadinanza ad aprire conti correnti, “vale la pena - dice il dirigente -, chi porta i risparmi da noi sa con sicurezza come impieghiamo i soldi e che cosa ne facciamo”.
La mission della banca infatti esclude le operazioni commerciali e oltre al sociale finanzia i progetti del terzo settore, i mutui prima casa, le installazioni di produzione energie rinnovabili. Oggi i soci della banca, quelli che oltre ai correntisti ci credono di più, sono 74 fra cui 35 persone fisiche, 22 società, 6 cooperative e 9 enti. Si sono affidati a Eticredito anche parrocchie ed enti religiosi e 79 associazioni di volontariato, il 15% di quelle presenti nel territorio provinciale.


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