Eticredito Banca Etica Adriatica SPA

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Convenzione per fronteggiare l'emergenza abitativa

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“Le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, ogni difficoltà contribuisce a farle entrare nel tunnel della morosità e dello sfratto. A Rimini, rispetto all’anno scorso gli sfratti sono raddoppiati. Erano circa 85 nel 2001, fino ad arrivare a 295 nel 2005”, afferma l’Assessore alle politiche abitative del Comune di Rimini Anna Maria Fiori.  I numeri testimoniano un disagio crescente e servono per lanciare un progetto di sostegno all’affitto.

L’intervento è firmato da Comune di Rimini, Eticredito - Banca Etica Adriatica e Fondazione Carim  e prevede un prestito ad interessi zero destinato alle famiglie in difficoltà e con il quale è possibile pagare l’affitto oppure superare lo scoglio rappresentato dal deposito cauzionale.

Cosa prevede la convenzione?
La convenzione permette ai cittadini residenti nel Comune di Rimini e individuati dall’amministrazione comunale attraverso un apposito bando di beneficiare di un sostegno economico per affrontare:

 

  • spese legate alla locazione dell’alloggio
  • pagamento del deposito cauzionale per stipula del contratto di locazione
La convenzione si traduce operativamente in un prestito a rimborso rateale a favore del conduttore dell’immobile o il rilascio di una fideiussione a favore del  locatore.
Queste operazioni sono garantite da un apposito fondo concesso dal Comune ed Eticredito si è impegnata a concedere questi prestiti mentre gli interessi e le spese sono coperti in toto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.
Questo meccanismo permette così  ai cittadini richiedenti di ottenere a costo zero un prestito o una garanzia finalizzati all’ affitto.

 

Qual è la novità di questo tipo di finanziamento?
“Con questo progetto, così come generalmente con la nostra attività”- spiega il presidente di Eticredito Maurizio Focchi, “cerchiamo di raggiungere persone che diversamente  avrebbero difficoltà ad accedere al credito bancario,  mentre con questa forma di prestiti il rapporto è socialmente più corretto. In pratica non si crea una società di assistiti, si dà un aiuto per sollevarsi dal bisogno, poi le persone camminano da sole”
 

 

Si tratta,  di un approccio diverso ed innovativo rispetto all’ordinaria gestione dei fondi pubblici.
Non sono infatti  erogazioni a fondo perduto, ma piuttosto di finanziamenti che mirano a responsabilizzare i beneficiari e la comunità, rendendo disponibili gli aiuti ad un numero maggiore di persone e capitalizzandoli per impieghi strutturali  di lungo periodo.

 







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